Il servo modulare compatto e performante

MINAS A6 MULTI di Panasonic, presentato in anteprima a SPS Italia, è il nuovo servo modulare da 400 V che sintetizza due concetti: quello della modularità, prettamente europeo, e quello della performance, tipicamente giapponese. Il sistema, che permette di ridurre l’ingombro nel quadro fino al 64%, è pensato nello specifico per i costruttori di macchine, anche di assemblaggio, alla ricerca di prestazioni e potenza elevate nonché di compattezza in termini di progettazione.

di Silvia Crespi

Lo specialista giapponese in soluzioni per l’automazione industriale Panasonic ha preso parte all’edizione 2019 di SPS Italia presentando in anteprima il nuovo servo modulare MINAS A6 MULTI da 400 V, sviluppato per ridurre al minimo l’area d’ingombro e incrementare le performance e concepito per settori come packaging, assemblaggio, lavorazione dei metalli. Più in generale, per tutti quei comparti le cui macchine richiedono prestazioni e potenza elevate nonché compattezza in termini di progettazione. Attraverso un solo modulo di alimentazione, è possibile utilizzare diversi driver. In questo modo l’ingombro nel quadro viene ridotto fino al 64%: gli azionamenti si connettono gli uni con gli altri attraverso un sistema di collegamento DC bus a montaggio frontale, senza viti, per consentire un’installazione immediata e veloce.
Grazie a un esclusivo algoritmo di controllo, la risposta del servo è rapida e precisa. La gestione semplice e remota (EoE – Ethernet over EtherCAT) e la comunicazione ad alta velocità sono assicurate tramite connessione EtherCAT. MINAS A6 MULTI integra 14 funzioni motion avanzate di sicurezza, quindi non richiede componenti di sicurezza esterni, aspetto che riduce i costi e consente di risparmiare spazio nello stabilimento produttivo. Di particolare importanza per alcune applicazioni è lo sbilanciamento perfetto degli assi: con lo stesso driver è possibile comandare due servomotori di taglie differenti, un’ottimizzazione che porta flessibilità nella progettazione della macchina.

Versatilità per il costruttore e l’end user
“Il MINAS A6 MULTI è il primo modello di servodrive che sintetizza due concetti: quello della modularità, prettamente europeo, e quello della performance, tipicamente giapponese”, racconta Giuseppe Zampolli, Product Manager Control & Drives di Panasonic. “Il layout soddisfa pienamente le esigenze dei costruttori di macchine europei che utilizzano motori a 400 V modulari, bi-asse: a un primo segmento di alimentazione vengono aggiunti, tramite Dc bus, altri moduli, ognuno dei quali comanda due motori. La peculiarità del sistema risiede nel fatto che i due motori possono essere sbilanciati. Ciò significa che, entro un determinato range di potenza, possono avere taglie diverse, il che garantisce la massima versatilità al costruttore come all’end user. Anche altre caratteristiche contribuiscono alla versatilità: dai connettori standard, al dc bus, fino alla possibilità di comando e gestione della parametrizzazione in remoto attraverso la rete. Tutto ciò che era già esistente nel MINAS A6 in versione stand alone, insomma, è stato riportato all’interno del nuovo prodotto modulare che, in più, presenta performance incrementate”.
Altra caratteristica molto apprezzata dai costruttori europei, conferma Zampolli, è la riduzione dell’ingombro in orizzontale all’interno dell’armadio elettrico, possibile grazie allo sviluppo in altezza del MINAS A6 MULTI. La reingegnerizzazione del servodrive è stata condotta in sinergia da i team di R&D italiano e giapponese. L’azienda conta di iniziare con la mass production entro la fine dell’anno.

Il dato dalla macchina ai livelli superiori
Tra le altre novità presentate da Panasonic a Parma anche un’anteprima europea, il gateway IIoT FP I4C, che risponde all’esigenza di rilevare e comunicare i dati ai livelli aziendali superiori, cioè dove si elaborano le informazioni utili alle scelte di business.
“Immaginiamo un costruttore che ha una macchina già realizzata ma vuole arricchirla delle funzionalità di IoT”, spiega Zampolli. “Semplicemente integrando il modulo FP I4C è possibile condividere in modo sicuro i dati su dei device esterni a disposizione del cliente ed elaborarli per poter prendere delle decisioni di business, digitalizzando i processi produttivi”.
Novità anche in campo sensori: grazie ad IO-Link, i nuovi sensori dispongono di bus digitale, diagnostica per la manutenzione preventiva (per esempio, tempo di lavoro del sensore o controllo cortocircuiti) oltre alla possibilità di configurare il sensore da remoto per teleassistenza o, più semplicemente, per agevolare le fasi di collaudo.