L’Italia e i robot: la luna di miele continua

Sono stati diffusi i dati sulla vendita di robot in Italia, curati come di consueto dal Gruppo di Lavoro Statistiche di SIRI. In continuità con il trend degli ultimi anni, anche il 2018 è stato caratterizzato da una crescita decisa (+13,9%) dei robot industriali venduti in Italia per un totale, tra antropomorfi e SCARA, di 7.895 modelli. Bene la general industry, sostanzialmente stabile il numero dei robot di montaggio.

di Fabrizio Garnero

Per la prima volta, nel 2017, è stata superata la soglia dei due milioni di robot in funzione nel mondo, con 2.098.000 robot industriali operativi a livello mondiale (+15% di unità rispetto al 2016). Guardando al prossimo futuro, si prevede che questa storica crescita globale continuerà: secondo le previsioni, tra il 2018 e il 2021 saranno installati oltre due milioni di nuovi robot industriali (CAGR: 14%). Il totale delle vendite annuali globali supererà le 600.000 unità nel 2021, con l’Asia ancora ai vertici delle vendite e delle scorte, seguita dall’Europa e dalle Americhe.
Robotica e automazione daranno quindi sempre più forma al nostro futuro modo di lavorare, con un enorme potenziale di miglioramento della produttività, della qualità, della sicurezza, della remunerazione e della competitività dell’industria manifatturiera.

L’Italia ha bisogno di robot
Questa, dunque, la situazione fotografata dall’IFR (International Federation of Robotics) a livello globale. Ma cosa succede in Italia? Come ogni anno, il Gruppo di Lavoro Statistiche (GdLS) di SIRI, con la collaborazione del Centro Studi di UCIMU – Sistemi per Produrre ha svolto la consueta indagine statistica semestrale coinvolgendo i costruttori di robot attivi sul mercato italiano.
“Ovviamente non stiamo parlando dei numeri impressionanti della Cina – dove le vendite di robot industriali sono aumentate del 59% nel 2017, raggiungendo le 138.000 unità – ma di dati che, fatte le debite proporzioni, impressionano allo stesso modo e sono sintomatici di un comparto in piena di salute”, afferma Domenico Appendino, Presidente di SIRI, che prosegue: “7.895 robot antropomorfi e SCARA censiti nel 2018 (di cui i primi sono l’89%) rappresentano infatti il miglior dato di sempre per quanto riguarda il nostro Paese che, per il quinto anno consecutivo, rileva un volume di vendite annuali in crescita. È un’escalation continua di record che per il 2018 indica una percentuale di crescita del 13,9% dei robot industriali venduti in Italia. Tengo a sottolineare che parliamo di robot venduti e non installati in Italia perché, di fatto, i nostri system integrator, tra i migliori al mondo nel dare risposte e soluzioni di automazione basate sull’uso di robot industriali, contribuiscono con il loro lavoro in modo sostanziale a questo boom”.

La crescita della general industry e il ruolo dei system integrator
In merito alla differenziazione tra robot ordinati e non installati in Italia, le 7.895 unità totali sono il frutto della somma di 2.150 robot venduti direttamente dai costruttori presenti nel nostro Paese (pari a una percentuale di incremento del 12,7%) e degli oltre 5.000 – per l’esattezza 5.745 (+14,4%) – robot ordinati tramite terzi che, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta dei numerosi system integrator italiani.
Dal punto di vista dell’analisi settoriale, l’automotive ha ceduto il passo alla general industry che, con ben 6.089 unità, certifica l’efficacia delle politiche di incentivazione previste dal Piano Nazionale Industria 4.0. Infatti, sono stati “solo” 1.806 i robot destinati al settore auto, tra stabilimenti di produzione, Tier 1 e Tier 2. Un dato che appare comunque interessante, soprattutto per quanto riguarda il ruolo degli integratori che, in questo caso, viene attenuato dal consolidato rapporto esistente fra i vari produttori di robot e i costruttori di auto; sono infatti 1.005 i robot che sono stati ordinati in modo diretto e 801 quelli venduti tramite terzi.
Parlando di General Industry è invece l’integratore a farla da padrone con ben 4.944 robot ordinati tramite terzi (16% in più rispetto al 2017) cui si contrappongono le 1.145 unità vendute in modo diretto dai produttori di robot (-14,2%).

Il meglio deve ancora venire
Con riferimento alle applicazioni, invece, sono 3.296 i robot venduti per compiti di Material Handling (MH), 1.257 i robot impegnati nell’asservimento alle macchine utensili e 1.094 le unità destinate ad applicazioni di palletizzazione.
Una buona percentuale di crescita è stata anche toccata dai robot destinati ad applicazioni di sbavatura (+15,9%), frutto di un numero di robot ordinati che è passato dai 145 del 2017 ai 168 del 2018. Praticamente invariati o stabili altri ambiti applicativi come quello dei robot di montaggio (737 nel 2018 contro i 741 del 2017; -0,5%) o i robot da fonderia, diminuiti di qualche unità (423 contro i 442 del 2017; -4,3%).
Appare evidente che la robotica e l’automazione, in futuro, modificheranno e caratterizzeranno sempre più il nostro modo di lavorare, tant’è vero che si parla di previsioni che danno il comparto della robotica ulteriormente in crescita nei prossimi anni. Sembrerebbe, insomma, che il meglio debba ancora venire!