Know-how e qualità per sviluppare soluzioni custom

Azienda dall’anima rigorosamente meccatronica, AutomationWare continua il suo percorso di crescita basato su competenza tecnologica e capacità di sviluppare soluzioni di automazione all’avanguardia. Il nuovo stabilimento produttivo, inaugurato lo scorso 22 marzo e predisposto per una produzione lean e digitalizzata, consente all’azienda veneta di ampliare la gamma di soluzioni proposte, affiancando ai sistemi di movimentazione ad azionamento elettrico, in grado di supportare carichi dinamici anche molto importanti, la progettazione e realizzazione di soluzioni robotiche dal cuore made in Italy.

di Fabrizio Dalle Nogare

Ufficialmente, AutomationWare ha presentato alla stampa lo scorso 22 marzo il nuovo stabilimento di Maerne di Martellago, in provincia di Venezia: oltre 5.000 m2 di spazio produttivo, interamente cablato con la fibra ottica e dunque predisposto a ospitare una vera e propria fabbrica digitale.
In realtà, l’incontro si è trasformato ben presto in una discussione, o un confronto, su temi quali evoluzione tecnologica, macroeconomia, sostenibilità, futuro. Merito dell’Amministratore Delegato di AutomationWare Fabio Rossi – al timone dell’azienda insieme al presidente Roberto Signoretto – che da buon padrone di casa ha illustrato un processo di evoluzione aziendale all’interno del quale il cambio di sede rappresenta soltanto il primo passo. “Crediamo molto nei giovani, nella condivisione della conoscenza e soprattutto nella qualità dei prodotti che realizziamo. Oggi, in Italia come nel mondo, assistiamo all’emergere di tendenze che non possono non avere conseguenze importanti sulla nostra attività, come l’attenzione crescente a risparmio energetico e sostenibilità della produzione o il ritorno della produzione nei paesi di origine – il famoso re-shoring – che implica la necessità di costruire fabbriche tecnologicamente avanzate per stare al passo con i tempi”.
Tutto questo denota un contesto produttivo in grande cambiamento, forse definito un po’ troppo sbrigativamente “5.0”, ma certamente caratterizzato da un rapporto sempre più stretto tra uomini e macchine. Così, mentre le macchine e i robot devono essere in grado di interagire in tutta sicurezza con gli operatori, questi ultimi sono chiamati a sviluppare competenze sempre più specifiche per gestire e supervisionare le varie fasi della produzione.

Lo stabilimento è pronto per una produzione lean e “4.0”
AutomationWare nasce nel 2002 e si specializza nella realizzazione di sistemi di meccatronica avanzata, grazie a una lunga esperienza nella costruzione di attuatori lineari e rotanti controllati elettronicamente.
Un’azienda meccatronica ante litteram, insomma. “Gli attuatori elettrici hanno un costo iniziale più alto rispetto alle soluzioni pneumatiche o oleodinamiche – spiega Rossi – ma garantiscono diversi benefici, tra cui elevata precisione, manutenzione ridotta, ripetibilità, efficienza e rispetto per l’ambiente. I dati ci dicono che l’Italia è parecchio indietro rispetto ad altri paesi in quanto a diffusione degli attuatori elettrici, ma siamo sicuri che ci siano le condizioni per ridurre questo gap”. Ad oggi, la quota di mercato degli attuatori elettrici in Italia sul totale degli attuatori non supera il 7%, contro il 35% della Germania, il 29% del Regno Unito, il 25% della Spagna e il 20% della Francia.
La forte specializzazione di AutomationWare nello sviluppo di soluzioni meccatroniche, anche su misura, ha permesso di realizzare prodotti come assi lineari, attuatori lineari e rotanti, cilindri elettrici in grado di supportare carichi dinamici anche molto importanti (la serie Mech Extreme, vedi box) o i sistemi di movimentazione SCARA sviluppati a partire dalle esigenze di un cliente molto rilevante nel settore dell’occhialeria.
Il nuovo stabilimento, completo di apparati produttivi compatibili con Industria 4.0 e sistemi di controllo IoT, si doterà di apparati di storage automatico all’avanguardia e moderne attrezzature CNC per ottenere la massima produttività nella costruzione di semilavorati da integrare su attuatori con azionamenti lineari e rotativi e sistemi di robotica.

Dal giunto, cuore del robot, ai primi modelli di cobot custom
Nel futuro di AutomationWare, infatti, si parlerà sempre più di robot e sistemi robotici (robo-kit). Partendo da un elemento strutturale chiave su cui, forse, non ci si sofferma abbastanza. “A SPS Italia, il prossimo maggio, presenteremo la nuova serie di giunti robotici, che abbiamo sviluppato partendo dalla nostra competenza meccatronica e puntando su componenti elettronici realizzati in Italia e garanzia di qualità elevata”, racconta Fabio Rossi. “Possiamo considerare il giunto come il cuore del robot: un elemento di grande complessità progettuale che ne deve consentire i movimenti. Partendo da questo componente ci proponiamo, già a partire dalla seconda parte di quest’anno, di realizzare i nostri primi modelli di robot collaborativo”.
AutomationWare farà dunque il suo ingresso in un mercato non semplice, che vede già la presenza di molti player e punta decisamente sul potenziale di crescita che le previsioni assegnano a questa tipologia di robot. Un potenziale che non si limita, peraltro, al contesto strettamente industriale. “La nostra idea è quella di lanciare sul mercato delle soluzioni di robotica collaborativa custom, che si adattino, quindi alle esigenze dei clienti”, puntualizza l’AD di AutomationWare. “Saranno made in Italy, realizzati con componenti di alta qualità, a partire dai giunti, e avranno un prezzo fortemente competitivo”.
Per quanto riguarda la sicurezza, un aspetto fondamentale per dare un ulteriore impulso alla diffusione dei cobot, l’azienda veneta ha sviluppato un software, SafeVu™, basato su tecnologia radar per il controllo dei movimenti del robot stesso e la gestione dell’interazione con gli operatori.