La piegatrice per noi è ibrida, customizzata e made in Italy

Grazie a un approccio al mercato differente, VICLA si è ormai guadagnata un posto fisso tra i primari produttori italiani di presse piegatrici, ambito per il quale propone una gamma completa di soluzioni per ogni fascia di mercato. Considerata da molti come atelier della piegatura, l’azienda di Albavilla si sta distinguendo per l’elevato livello di personalizzazione delle macchine di cui rivendica anche la paternità tutta italiana. Di questo e di altri aspetti ne abbiamo parlato con Marcello Ballacchino e Corrado Nucci, soci fondatori di VICLA.

di Fabrizio Garnero

Partiamo subito diretti: qual è il segreto del vostro successo? Negli ultimi anni, VICLA ha avuto una crescita importante guadagnandosi un posto di tutto rispetto nel novero dei costruttori italiani di presse piegatrici. Quali sono gli aspetti che più hanno determinato tutto ciò?
Ballacchino. Il successo di VICLA è da ricercarsi in determinati punti, di sicuro la determinazione e la passione che ogni giorno ci stimola a lottare in un mercato cosi competitivo come quello delle macchine per lavorazione della lamiera. Il primo passo è stato fatto quando si è deciso di percorrere la strada del made in Italy al 100%, il secondo passo quando si è deciso di offrire all’attento mercato una soluzione ibrida di serie. Il terzo quello di accontentare ogni cliente con soluzioni personalizzate che a casa nostra sono all’ordine del giorno. Siamo costantemente attenti ai cambiamenti del mercato e impegnati ad ascoltare le sempre nuove esigenze dei nostri clienti.

Il made in Italy è un aspetto per voi fondamentale; potete spiegare come nasce e viene prodotta una piegatrice VICLA?
Ballacchino. Ad oggi, che sia una cesoia o una pressa piegatrice VICLA, tutto parte dall’ufficio tecnico, che crea il modello 3D di ogni macchina, da qui scaturisce la distinta base con tutti i particolari da realizzare o comprare, tutto viene codificato.
Fatto questo vengono attivati i fornitori, tutti dotati di macchine di ultima generazione e presenti tra Veneto e Lombardia, che provvedono al taglio delle lamiere, alle lavorazioni di carpenteria e alle lavorazioni meccaniche di alesatura.
Altro punto per noi importante è la verniciatura effettuata sempre all’esterno da un’azienda all’avanguardia.
Internamente prima dell’arrivo della struttura iniziamo la preparazione dei particolari che compongono la commessa su appositi scaffali opportunamente ubicati. Successivamente inizia il montaggio delle varie parti, impianto idraulico, impianto elettrico e tutte le parti meccaniche. Poi controllo numerico e sistemi di sicurezza, il tutto va parametrizzato macchina per macchina in modo da poter regolare tutti i valori per il corretto funzionamento.
Il collaudo finale è altresì una parte fondamentale che i nostri tecnici eseguono al fine di collaudare le macchine al 100%.

Tra una piegatrice elettrica e una idraulica voi avete scelto l’ibrido; quali sono le ragioni? E poi, dal punto di vista tecnologico, potete spiegare cosa differenzia una vostra pressa piegatrice dalle altre in un mercato in cui vi è comunque stato un livellamento verso l’alto fra le proposte di tutti i costruttori, quanto meno tra i principali player?
Nucci. Per creare una pressa piegatrice di qualità ci sono diversi aspetti che devono essere tenuti in considerazione, la tipologia di materiale utilizzato, la precisione delle lavorazioni, la componentistica e alcune accortezze tecniche che fanno in modo che tutto venga raccordato nel modo migliore possibile.
Crediamo fortemente nell’innovazione e l’ibrido è stato il primo punto a cui abbiamo pensato, ci sono notevoli vantaggi in termini di produttività; le nostre presse piegatrici sono tra le più veloci del mercato, in termini di efficienza energetica arrivando a consumare il 70% in meno rispetto alle macchine con idraulica tradizionale e l’olio rimane a temperature di esercizio molto più costanti.
Un altro punto fondamentale è il sistema di bombatura adattivo che abbiamo sviluppato e denominato “Clever”, in quanto, automaticamente, si adatta a seconda del materiale e dello spessore che viene rilevato. Tutto ciò avviene grazie a dei sensori montati sotto il banco porta matrice e sopra al pestone della macchina. La deformazione che viene letta dal sensore superiore deve essere uguale a quella del sensore inferiore. Ecco quindi che otteniamo una piega perfettamente lineare tra destra, sinistra e centro.
Altro punto di fondamentale importanza è il sistema Flex che tramite appositi trasduttori va a compensare quelle che possono essere le deformazioni strutturali della macchina.

La customizzazione è dunque un altro aspetto fondamentale del vostro approccio verso le esigenze di chi lavora la lamiera: di che tipo di personalizzazioni parliamo? Di recente avete per esempio sviluppato anche voi un sistema di cambio utensili automatico per andare a rendere il processo di piegatura ancora più efficiente, potete parlarcene? E a tal proposito, potete, innanzitutto, dirci, secondo il vostro credo, cosa rende efficiente una piegatrice?
Nucci. Uno dei nostri slogan è il fatto di voler essere considerati l’atelier della piegatura. Siamo in grado di progettare macchine con aperture e corse più grandi, macchine personalizzate nella lunghezza o più semplicemente personalizzate nel colore, garantiamo quindi una flessibilità maggiore rispetto a costruttori più grandi di noi. Negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambio epocale per quanto riguarda la lavorazione della lamiera, tutti i top player del mercato si stanno muovendo sul fatto di automatizzare e aiutare gli operatori nei vari cicli di lavorazione. Quindi anche VICLA si è attrezzata per poter far fronte a questo nuovo modo di lavorare sviluppando sistemi all’avanguardia. Abbiamo realizzato isole robotizzate di piegatura, in collaborazione con una nota azienda italiana, che oltre a piegare in assenza di uomo cambiano automaticamente gli utensili. Abbiamo messo a punto un sistema automatico di cambio utensili.
L’ultimo in ordine cronologico è proprio il sistema VICLA ATC Twin che a differenza di altre soluzioni già presenti sul mercato è stato completamente customizzato sulle richieste del cliente. Troviamo dunque 60 m di utensili che sono collegati a due presse piegatrici di dimensione diversa, una 2 m 75 ton e una 3 m 250 ton tutte e due configurate con sette assi e con controllo dell’angolo.
La programmazione è parte integrante del sistema e avviene principalmente da ufficio dove un operatore riceve i disegni in 2D/3D che poi processa al CAD/CAM che si calcola l’attrezzaggio e le sequenze di piega automaticamente.
L’operatore in officina richiama il codice che deve piegare tramite l’ausilio del bar code e la macchina “va a prendersi” gli utensili necessari. Giusto per dare 2 numeri, il tempo di attrezzaggio punzoni e matrici per una 3 m si aggira intorno ai 2 min e 20 s. Lo scopo per il cliente era di azzerare i tempi morti dovuti agli attrezzaggi e renderli il più produttivi possibile.
L’altra arma vincente è stata quella di creare un impianto che potesse essere compatto secondo gli spazi del cliente.
Sempre parlando di ascolto delle richieste del mercato, non dimentichiamo che esiste una grande porzione di questo che vuole attrezzarsi con una pressa piegatrice standard per rendersi autonoma a farsi le lavorazioni internamente. Ecco che è nato anche il modello Smart dove, pur rimanendo invariata la metodologia costruttiva, offriamo una macchina idraulica e una configurazione standard.

Si parla frequentemente delle vostre presse piegatrici, ma VICLA costruisce anche cesoie a ghigliottina; volete parlarci anche di questa tipologia di macchine?
Ballacchino. Seppur le cesoie siano state quasi sostituite dal taglio laser in ogni officina ne troviamo almeno una. La risposta di Vicla per quanto riguarda il taglio a freddo della lamiera vuole essere anche qui un passo avanti. Tutte le cesoie sono costruite con il banco pieno per garantire, insieme alla solida struttura, la massima tenuta durante il taglio. Uno speciale sistema di guide garantisce che la lama rimanga guidata lungo tutto il suo percorso di taglio. Tutto ciò permette di ottenere tagli di qualità superiore ed evitare l’effetto sciabola.
Realizziamo macchine completamente automatiche dove tutto è gestito dal controllo numerico, impostando semplicemente la lunghezza di taglio, lo spessore e la resistenza del materiale automaticamente si regolano interspazio lame, angolo di taglio e ovviamente il registro.
Anche qui è possibile accontentare i clienti più esigenti con corse del registro fuori standard, sistemi di accompagnamento lamiera e sistemi di alimentazione anteriore ed evacuatori posteriori.

Infine, faccio anche a voi una domanda che ultimamente, in virtù di un panorama nazionale e internazionale piuttosto incerto, ho praticamente fatto a tutto gli imprenditori che ho avuto modo di intervistare: cosa vedete dentro alla sfera di cristallo per il prossimo futuro?
Ballacchino. Direi che per fortuna la sfera magica non ce l’ha nessuno; questo ci obbliga a non fermarci mai nella ricerca delle soluzioni più adatte a ogni mercato. Come detto si stanno prospettando scenari dove i grossi contoterzisti si stanno attrezzando con macchine sempre più intelligenti per fare anche fronte alla scarsa manodopera che offre il mercato. VICLA vuole essere considerata una valida alternativa ai marchi blasonati mantenendo i piedi per terra. Stiamo inoltre portando avanti il piano di espansione estero grazie anche a partnership con importanti aziende già presenti da anni nel mondo. Abbiamo già avviato un importante accordo commerciale in Usa che sta iniziando a dare i primi frutti. Quindi, avanti tutta con Industria 4.0, automazione e macchine sempre più produttive e performanti.