Disoleazione per lubrorefrigeranti: un processo economico e green”

La gamma dei disoleatori a nastro per lubrorefrigeranti prodotti dalla italiana Disolplus, rappresentata e distribuita in Italia dalla società Sermac, consentono la separazione di oli, grassi o in genere idrocarburi presenti nei liquidi impiegati per il loro recupero e smaltimento. I sistemi sono gestibili in totale sicurezza ed autonomia in modo da agire sia contemporaneamente all’impianto di filtrazione della macchina utensile su cui sono installati che a macchina ferma.

di Claudio Tacchella

I lubrorefrigeranti sono impiegati in quasi tutti i processi produttivi ad asportazione di truciolo. Per ottenere qualità sui pezzi lavorati e garantire nel contempo salubrità ambientale è importante che siano opportunamente filtrati affinché mantengano il più a lungo possibile le caratteristiche originarie. Tuttavia essi sono soggetti ad essere contaminati da elementi esterni, in particolare da olio, che degradano velocemente le caratteristiche tecniche d’impiego, compromettendone l’uso.
Ma come si comporta l’olio nel refrigerante? Semplificando, la relazione tra acqua e olio in miscela è ben conosciuta e governata da due proprietà fisiche: il peso specifico e la tensione superficiale. La prima si evidenzia osservando che, a riposo, l’olio si separa dall’acqua e principalmente galleggia, avendo l’idrocarburo un peso specifico inferiore all’acqua. In questo contesto gli oli sono conosciuti come LNPL’s (Light Non-Acqueous Phases Liquid) a differenza degli oli che vanno a fondo chiamati DNAPL’s (Dense Non-Aqueous Phases Liquid). La tensione superficiale e affinità la si osserva normalmente nel fatto che l’olio tende a legarsi più facilmente a se stesso e ad altri materiali che non all’acqua stessa. Il processo di separazione dell’olio dall’acqua è definito disoleazione.

Un utile complemento alla filtrazione
Tra i vari sistemi di filtrazione impiegati sulle macchine utensili, il principio che è alla base del funzionamento del trattamento di disoleazione si basa proprio su queste due proprietà fisiche (peso specifico e tensione superficiale) ed è un complemento utile, se non indispensabile, per risolvere efficacemente numerose problematiche di depurazione dei liquidi lubrorefrigeranti. La gamma dei disoleatori a nastro per lubrorefrigeranti prodotti dalla italiana Disolplus, rappresentata e distribuita in Italia dalla società Sermac di Muggiò (MB), consentono la separazione di oli, grassi o in genere idrocarburi presenti nei liquidi impiegati, per il loro recupero e smaltimento.“L’utilizzo di questi dispositivi, tutti certificati CE, evita la formazione o l’accumulo, tipicamente superficiale, di strati oleosi o grassi che favoriscono il degrado precoce del lubrorefrigerante e minacciano la conseguente salubrità ambientale del posto di lavoro per i processi tipicamente anaerobici che si generano”, ha spiegato Nicolas Ricci, direttore generale di Sermac.

Posizionabile in qualsiasi punto della superficie della vasca da trattare
I disoleatori Disolplus operano sfruttando il principio della differente tensione superficiale della fase oleosa che aderisce selettivamente al nastro in rotazione, per poi venire rimossa da un apposito raschiatore e separata in un contenitore di raccolta. Nel nuovo modello DS300V, il rendimento di estrazione aumenta grazie ad un’apposita vaschetta inclinata per l’ulteriore separazione tra emulsione residua e olio esausto, sfruttando la differente densità dei liquidi. L’applicazione del gruppo è semplice e veloce grazie alle dimensioni molto compatte e può essere posizionato in qualsiasi punto della superficie della vasca da trattare. Il funzionamento in bassa tensione a 12 V assicura consumi energetici particolarmente bassi. Una elica specifica per la circolazione dell’emulsione in vasca è progettata con uno speciale profilo geometrico e passo, oltre a essere dotata di apposite cave per il migliore rendimento. La velocità di rotazione è regolabile attraverso un potenziometro. Un’altra caratteristica importante è l’ossigenazione dell’emulsione da trattare che avviene tramite uno speciale erogatore di flusso d’aria regolabile e posizionabile nella vasca mediante un tubo di adduzione. “L’ossigenazione e la velocità di rotazione dell’elica – ha precisato Nicolas Ricci – sono regolabili accuratamente e permettono di ottimizzare e calibrare al meglio la separazione oleosa in base alle caratteristiche fluidiche o di viscosità del refrigerante da trattare”.

Compatto, affidabile e pronto all’uso
La struttura robusta in acciaio zincato dei disoleatori Disolplus è resistente a ossidazione, agenti chimici e usura, e ha dimensioni molto compatte pari a 500 x 210 x 100 mm, con un peso totale di circa 2,5 kg e pescaggio base di 300 mm, con la possibilità di adottare una prolunga e una cinghia che aumenta la portata fino a 600 mm in modo da poter adattare al meglio il gruppo in base alle vasche in uso. Le speciali cinghie in PVC sono autotensionate da una molla precaricata su staffa e hanno uno sviluppo in lunghezza di 800/1.100 x 35 mm in larghezza. L’azionamento del gruppo avviene con un affidabile e silenzioso motoriduttore epicicloidale da 12 V montato su un albero dotato di doppi cuscinetti e la velocità di rotazione del nastro, regolabile tramite un potenziometro integrato, consente una capacità di estrazione di 2 ÷ 5 l/h della fase oleosa. Inoltre, il sistema viene fornito di serie di un particolare gruppo di comando con galleggiante ed aggancio universale che, applicato al contenitore esterno di raccolta, permette il controllo del livello degli oli estratti evitando la tracimazione dal serbatoio. Il funzionamento del sistema è gestibile in totale sicurezza ed autonomia in modo da agire sia contemporaneamente all’impianto di filtrazione della macchina utensile su cui è installato che a macchina ferma.
“La richiesta di sistemi di disoleazione a nastro per vasche lubrorefrigeranti – ha concluso Nicolas Ricci – è particolarmente in crescita, specialmente da parte dei responsabili produttivi più sensibili al miglioramento dell’ambiente di lavoro e di conseguenza alla tutela della salute degli operatori. Riscontriamo la grande efficacia dei gruppi Disolplus impiegati il cui investimento si ammortizza in pochi mesi”.

Un jolly con numerosi benefici
L’uso di disoleatori applicati alle vasche delle macchine utensili porta numerosi benefici. Tra questi possiamo citare l’aumento di durata di vita del refrigerante e conseguentemente degli utensili perché, privato dell’olio, esso mantiene la sua efficacia più a lungo, con la possibilità di ridurre le spese di manutenzione e del suo ricambio. Altro aspetto positivo del loro utilizzo è la possibilità del riciclo, perché in certi casi le aziende riescono a riutilizzare l’olio recuperato per altri scopi o a rivenderlo per riciclarlo, contribuendo così ad una migliore economia circolare per un ambiente più pulito. Da segnalare inoltre la riduzione dei costi generali di smaltimento, perché smaltire del refrigerante con olio è semplicemente più costoso del solo olio. In ultimo, non certo per importanza, ricordiamo che la possibilità di eliminare l’olio riduce il fumo generato dall’utensile in produzione. Oltre a evitare violazioni a norme ambientali, è possibile gestire lo smaltimento obbligatorio a norme di legge e abbassare al tempo stesso il livello batterico nei refrigeranti.
In questo modo, si contribuisce alla creazione di un ambiente di lavoro decisamente più pulito.